Un ebreo traduce il “Mein Kampf”.
E’ poco noto ma il primo traduttore italiano del “Mein Kampf” fu un ebreo, Angelo Treves, di Vercelli. La scoperta di questa singolare e curiosa notizia è stata opera dello storiografo Roberto Gremmo che su di un periodico (Tribuna Novarese, 29 gennaio 2007, pag. 17) scrive: “Nato a Vercelli il 7 ottobre del 1873, Angelo Treves laureatosi con una tesi su Sordello, dopo un iniziale impegno giovanile nella paramassonica “Associazione Generale degli Operai” aveva collaborato per anni alla famosa rivista turatiana “Critica Sociale” finché dopo il 1921 aveva pubblicato anche su “Comunismo”, la rivista filo-bolscevica dei socialisti terzinternazionalisti di Serrati. Abbandonato l’impegno politico dopo l’avvento del Fascismo, era diventato uno dei più qualificati traduttori della lingua tedesca e fu probabilmente per questo che Bompiani gli affidò il compito di tradurre l’autobiografia hitleriana. Perché l’ebreo vercellese Treves abbia accettato resta un mistero, ancora tutto da chiarire”. Angelo Treves morì a Milano il 27 dicembre 1937 e la sua salma fu trasferita a Vercelli due giorni dopo presso il cimitero israelita, quando puntuale un periodico locale – la Sesia - ne decantò solenni lodi ricordandone l’impegno culturale, le doti di studioso e la “mitezza dell’animo suo”. Che molti ebrei nella fase iniziale del fascismo fossero stati fascisti non è comunque certamente una novità, ma la scoperta fatta da Gremmo pone indubbiamente alcune domande a cui è difficile dare una risposta. Possibile che Treves non si fosse reso conto di cosa stesse traducendo? Possibile che per una mera questione economica si fosse dato disponibile a divulgare – grazie anche al suo impegno – un’opera che non usava eufemismi nei confronti degli stessi ebrei? E possibile che nessuno nella locale comunità ebraica avesse mai sentito parlare del contenuto di quell’opera impedendo pertanto con qualche veto a Treves di realizzarne la traduzione in Italia? Misteri, misteri d’Italia, a cui il tempo forse darà qualche risposta…
Lodovico Ellena