SACERDOTI UCCISI DAI PARTIGIANI COMUNISTI
Riportiamo un elenco parziale degli
ecclesiastici uccisi dai partigiani comunisti
(fonte:
Chiesa Viva, Via G.Galilei 121, Brescia, 1986).
Don Giuseppe Amateis. Parroco di Coassolo (Torino), ucciso a colpi di ascia dai
partigiani comunisti il 15 marzo 1944, perché aveva deplorato gli eccessi dei
guerriglieri rossi.
Don Gennaro Amato. Parroco di Locri (Reggio Calabria), ucciso nell'ottobre 1943
dai capi della repubblica comunista di Caulonia.
Don Ernesto Bandelli. Parroco di Bria, ucciso dai partigiani slavi a Bria, il 30
aprile 1945.
Don Vittorio Barel. Economo del seminario di Vittorio Veneto, ucciso il 26
ottobre 1944 dai partigiani comunisti.
Don
Stanislao Barthus. Della
Congregazione di Cristo Re (Imperia), ucciso il 17 agosto 1944 dai partigiani
perché in una predica aveva deplorato le "violenze indiscriminate dei
partigiani".
Don Duilio Bastreghi. Parroco di Cigliano e Capannone Pienza, ucciso la notte
del 3 luglio 1944 dai partigiani comunisti che lo avevano chiamato con un
pretesto.
Don Carlo Beghè. Parroco di Novegigola (Apuania), sottoposto il 2 marzo 1945 a
finta fucilazione che gli produsse una ferita mortale.
Don Francesco Bonifacio. Curato di Villa Gardossi (Trieste), catturato dai
miliziani comunisti iugoslavi l'11 settembre 1946 e gettato in una foiba.
Don Luigi Bordet. Parroco di Hône (Aosta), ucciso il 5 marzo 1946 perché aveva
messo in guardia i suoi parrocchiani dalle insidie comuniste.
Don Sperindio Bolognesi. Parroco di Nismozza (Reggio Emilia), ucciso dai
partigiani comunisti il 25 ottobre 1944.
Don Corrado Bortolini. Parroco di Santa Maria in Duno (Bologna), prelevato dai
partigiani il 1° marzo 1945 e fatto sparire.
Don Raffaele Bortolini. Canonico della Pieve di Cento, ucciso dai partigiani la
sera del 20 giugno 1945.
Don Luigi Bovo. Parroco di Bertipaglia (Padova), ucciso il 25 settembre 1944 da
un partigiano comunista poi giustiziato.
Don Miroslavo Bulleschi. Parroco di Monpaderno (diocesi di Parenzo e Pola),
ucciso il 23 agosto 1947 dai comunisti iugoslavi.
Don Tullio Calcagno. Direttore di Crociata Italica, fucilato dai partigiani
comunisti a Milano il 29 aprile 1945.
Don Sebastiano Caviglia. Cappellano della G.N.R., ucciso il 27 aprile 1945 ad
Asti.
Padre Crisostomo Ceragiolo o.f.m.. Cappellano militare decorato al valor
militare, prelevato il 19 maggio 1944 da partigiani comunisti nel convento di
Montefollonico e trovato cadavere in una buca con le mani legate dietro la
schiena.
Don Aldemiro Corsi. Parroco di Grassano (Reggio Emilia), assassinato nella sua
canonica, con la domestica Zeffirina Corbelli, da partigiani comunisti, la notte
del 21 settembre 1944.
Don Ferruccio Crecchi. Parroco di Levigliani (Lucca), fucilato all'arrivo
delle truppe di colore nella zona su false accuse dei comunisti del luogo.
Don Antonio Curcio. Cappellano dell'11° Btg. Bersaglieri, ucciso il 7 agosto
1941 a Dugaresa da comunisti croati.
Padre Sigismondo Damiani o.f.m.. Ex-cappellano militare, ucciso dai comunisti
slavi a San Genesio di Macerata l'11 marzo 1944.
Don Teobaldo Dapporto. Arciprete di Castel Ferrarese (diocesi di Imola), ucciso
da un comunista nel settembre 1945.
Don Edmondo De Amicis. Cappellano pluridecorato della prima guerra mondiale,
venne colpito a morte dai "gappisti", a Torino, sulla soglia della sua
abitazione, nel tardo pomeriggio del 24 aprile 1945, e spirò dopo 48 ore di
atroce agonia.
Don Aurelio Diaz. Cappellano della Sezione Sanità della divisione
"Ferrara", fucilato nelle carceri di Belgrado nel gennaio del '45 da
partigiani "titini".
Don Adolfo Dolfi. Canonico della Cattedrale di Volterra, sottoposto il 28 maggio
1945 a torture che lo portarono alla morte l'8 ottobre successivo.
Don Enrico Donati. Arciprete di Lorenzatico (Bologna), massacrato il 23 maggio
1945 sulla strada di Zenerigolo.
Don Giuseppe Donini. Parroco di Castagneto (Modena). Trovato ucciso sulla soglia
della sua casa la mattina del 20 aprile 1945. La colpa dell'uccisione fu
attribuita in un primo momento ai tedeschi, ma alcune circostanze, emerse in
seguito, stabilirono che gli autori del sacrilego delitto furono i partigiani
comunisti.
Don Giuseppe Dorfmann. Fucilato nel bosco di Posina (Vicenza) il 27 aprile
1945.
Don Vincenzo D'Ovidio. Parroco di Poggio Umbricchio (Teramo), ucciso nel maggio
'44 sotto accusa di filo-fascismo.
Don Giovanni Errani. Cappellano militare della G.N.R., decorato al valor
militare, condannato a morte dal Comitato di Liberazione Nazionale di Forlì,
risparmiato dagli alleati e deceduto in seguito a causa delle sofferenze subite.
Don Colombo Fasce. Parroco di Cesino (Genova), ucciso nel maggio del '45 dai
partigiani comunisti.
Padre Giovanni Fausti, superiore generale dei Gesuiti in Albania, fucilato il 5
marzo 1946 perché italiano. Con lui furono trucidati altri sacerdoti dei quali
non si è mai potuto conoscere il nome.
Padre Fernando Ferrarotti o.f.m.. Cappellano militare reduce dalla Russia,
ucciso nel giugno 1944 a Champorcher (Aosta) dai partigiani comunisti.
Don Gregorio Ferretti. Parroco di Castelvecchio (Teramo), ucciso dai partigiani
slavi ed italiani nel maggio 1944.
Don Giovanni Ferruzzi. Arciprete di Campanile (Imola), ucciso dai partigiani il
3 aprile 1945.
Don
Achille Filippi. Parroco
di Maiola (Bologna), ucciso la sera del 25 luglio 1945 perché accusato di
filofascismo.
Don Sante Fontana. Parroco di Comano (Pontremoli), ucciso dai partigiani il 16
gennaio 1945.
Don Giuseppe Gabana. Della diocesi di Brescia, cappellano della VI Legione della
Guardia di Finanza, ucciso il 3 marzo 1944 da un partigiano comunista.
Don Giuseppe Galassi. Arciprete di San Lorenzo in Selva (Imola), ucciso il 1
maggio 1945 perché sospettato di filofascismo.
Don Tiso Galletti. Parroco di Spazzate Sassatelli (Imola), ucciso il 9 maggio
1945 perché aveva criticato il comunismo.
Don Domenico Gianni. Cappellano militare in Jugoslavia, prelevato la sera del 21
aprile 1945 e ucciso dopo tre giorni.
Don Giovanni Guicciardi. Parroco di Mocogno (Modena), ucciso il 10 giugno 1945
nella sua canonica dopo sevizie atroci da chi, col pretesto della "lotta di
liberazione", aveva compiuto nella zona una lunga serie di rapine e
delitti, con totale disprezzo di ogni legge umana e divina.
Don Virginio Icardi. Parroco di Squaneto (Aqui), ucciso il 4 luglio 1944, a
Preto, da partigiani comunisti.
Don Luigi Ilarducci. Parroco di Garfagnolo (Reggio Emilia), ucciso il 19 agosto
1944 da partigiani comunisti.
Don Giuseppe Jemmi. Cappellano di Felina (Reggio Emilia), ucciso il 19 aprile
1945 perché aveva deplorato gli "eccessi inumani" del movimento
partigiano.
Don Serafino Lavezzari. Seminarista di Robbio (Piacenza), ucciso il 25 febbraio
1945 dai partigiani, insieme alla mamma e a due fratelli.
Don Luigi Lenzini. Parroco di Crocette di Pavullo (Modena), trucidato il 20
luglio 1945. Nobile, autentica figura di Martire della fede. Prelevato
nottetempo da un'orda di criminali, strappato dalla sua chiesa, torturato,
seviziato, fu ucciso dopo lunghissime ore di indescrivibile agonia, quale
raramente si trova nella storia di tutte le persecuzioni. Il processo, celebrato
in un¹atmosfera di terrore e di omertà, non seppe assicurare alla giustizia
umana i colpevoli, mandanti ed esecutori dell'orribile delitto.
Don Giuseppe Lorenzelli. Priore di Corvarola di Bagnone (Pontremoli), ucciso dai
partigiani il 27 febbraio 1945, dopo essere stato obbligato a scavarsi la fossa.
Don Luigi Manfredi. Parroco di Budrio (Reggio Emilia), ucciso il 14 dicembre
1944 perché aveva deplorato gli "eccessi partigiani".
Don Dante Mattioli. Parroco di Coruzzo (Reggio Emilia), prelevato dai partigiani
rossi la notte dell'11 aprile 1945.
Don Fernando Merli. Mensionario della Cattedrale di Foligno, ucciso il 21
febbraio 1944, presso Assisi, da jugoslavi istigati dai comunisti italiani.
Don Angelo Merlini. Parroco di Fiamenga (Foligno), ucciso il medesimo giorno
dagli stessi, presso Foligno.
Don Armando Messuri. Cappellano delle Suore della Sacra Famiglia in Marino,
ferito a morte dai partigiani comunisti e deceduto il 18 giugno 1944.
Don Giacomo Moro. Cappellano militare in Jugoslavia, fucilato dai comunisti
"titini" a Micca di Montenegro.
Don Adolfo Nannini. Parroco di Cercina (Firenze), ucciso il 30 maggio 1944 da
partigiani comunisti.
Padre Simone Nardin o.s.b.. Dei benedettini olivetani, tenente cappellano
dell'ospedale militare "Belvedere" in Abbazia di Fiume, prelevato dai
partigiani jugoslavi nell'aprile 1945 e fatto morire tra sevizie orrende.
Don Luigi Obid. Economo di Podsabotino e San Mauro (Gorizia), prelevato da
partigiani e ucciso a San Mauro il 15 gennaio 1945.
Don Antonio Padoan. Parroco di Castel Vittorio (Imperia), ucciso da partigiani
l'8 maggio 1944 con un colpo di pistola in bocca ed uno al cuore.
Don Attilio Pavese. Parroco di Alpe Gorreto (Tortona), ucciso il 6 dicembre 1944
da partigiani dei quali era cappellano, perché confortava alcuni prigionieri
tedeschi condannati a morte.
Don Francesco Pellizzari. Parroco di Tagliolo (Aqui), chiamato nella notte del
10 maggio 1945 e fatto sparire per sempre.
Don Pombeo Perai. Parroco dei SS. Pietro e Paolo di città della Pieve, ucciso
per rappresaglia partigiana il 16 giugno 1944.
Don Enrico Percivalle. Parroco di Varriana (Tortona), prelevato da partigiani e
ucciso a colpi di pugnale il 14 febbraio 1944.
Don Vittorio Perkan. Parroco di Elsane (Fiume), ucciso il 9 maggio 1945 da
partigiani mentre celebrava un funerale.
Don Aladino Petri. Parroco di Pievano di Caprona (Pisa), ucciso il 2 giugno 1944
perché ritenuto filo-fascista.
Don Nazzareno Pettinelli. Parroco di Santa Lucia di Ostra di Snigallia, fucilato
per rappresaglia partigiana l'1 luglio 1944.
Don Umberto Pessina. Parroco di San Martino di Correggio, ucciso il 18 giugno
1946 da partigiani comunisti.
Seminarista Giuseppe Pierani. Studente di teologia della diocesi di Apuania,
ucciso il 2 novembre 1944, sulla Linea Gotica, da partigiani comunisti.
Don Ladisalo Pisacane. Vicario di Circhina (Gorizia), ucciso da partigiani slavi
il 5 febbraio 1945 con altre dodici persone.
Don Antonio Pisk. Curato di Canale d'Isonzo (Gorizia), prelevato da partigiani
slavi il 28 ottobre 1944 e fatto sparire per sempre.
Don Nicola Polidori. Della diocesi di Nocera e Gualdo, fucilato il 9 giugno 1944
a Sefro da partigiani comunisti.
Don Giuseppe Preci. Parroco di Montalto (Modena), chiamato di notte col solito
tranello, fu ucciso sul sagrato della chiesa il 24 maggio 1945.
Don Giuseppe Rasori. Parroco di San Martino in Casola (Bologna), ucciso la notte
sul 2 luglio 1945 nella sua canonica, con l'accusa di filo-fascismo.
Don Alfonso Reggiani. Parroco di Amola di Piano (Bologna), ucciso da marxisti la
sera del 5 dicembre 1945.
Seminarista Rolando Rivi. Di Piane di Monchio (Reggio Emilia), di 16 anni,
ucciso il 10 aprile 1945 da partigiani comunisti, solo perché indossava la
veste talare.
Don Giuseppe Rocco. Parroco di Santa Maria, diocesi di San Sepolcro, ucciso da
slavi il 4 maggio 1945.
Padre Angelico Romiti o.f.m.. Cappellano degli allievi ufficiali della Scuola di
Fontanellato, decorato al valor militare, ucciso la sera del 7 maggio 1945 da
partigiani comunisti.
Don Leandro Sangiorgi. Salesiano, cappellano militare decorato al valor
militare, fucilato a Sordevolo Biellese il 30 aprile 1945.
Don Alessandro Sanguanini. Della Congregazione della Missione, fucilato a
Ranziano (Gorizia) il 12 ottobre 1944 da partigiani slavi per i suoi sentimenti
di italianità.
Don Lodovico Sluga. Vicario di Circhina (Gorizia), ucciso insieme al
confratello.
Don Luigi Solaro. Di Torino, ucciso il 4 aprile 1945 perché congiunto del
federale di Torino Giuseppe Solaro anch'egli trucidato.
Don Emilio Spinelli. Parroco di Campogialli (Arezzo), fucilato il 6 maggio 1944
dai partigiani sotto accusa di filo-fascismo.
Padre Eugenio Squizzato o.f.m.. Cappellano partigiano ucciso dai suoi il 16
aprile 1944 fra Corio e Lanzo Torinese perché impressionato dalle crudeltà che
essi commettevano, voleva abbandonare la formazione.
Don Ernesto Talè. Parroco di Castelluccio Formiche (Modena), ucciso insieme
alla sorella l'11 dicembre 1944.
Don Giuseppe Tarozzi. Parroco di Riolo (Bologna), prelevato la notte sul 26
maggio 1945 e fatto sparire. Il suo corpo fu bruciato in un forno di pane, in
una casa colonica.
Don Angelo Taticchi. Parroco di Villa di Rovigno (Pola), ucciso dai partigiani
jugoslavi nell'ottobre 1943 perché aiutava gli italiani.
Don Carlo Terenziani. Prevosto di Ventoso (Reggio Emilia), fucilato la sera del
29 aprile 1945 perché ex-cappellano della milizia.
Don Alberto Terilli. Arciprete di Esperia (Frosinone), morto in seguito a
sevizie inflittegli dai marocchini, eccitati da partigiani, nel maggio 1944.
Don Andrea Testa. Parroco di Diano Borello (Savona), ucciso il 16 luglio 1944 da
una banda partigiana perché osteggiava il comunismo.
Mons. Eugenio Corradino Torricella. Della diocesi di Bergamo, ucciso il 7
gennaio '44 ad Agen (Francia) da partigiani comunisti per i suoi sentimenti
d'italianità.
Don Redolfo Trcek. Diacono della diocesi di Gorizia, ucciso il 1 settembre 1944
a Montenero d'Idria da partigiani comunisti.
Don Francesco Venturelli. Parroco di Fossoli (Modena), ucciso il 15 gennaio 1946
perché inviso ai partigiani.
Don Gildo Vian. Parroco di Bastia (Perugia), ucciso dai partigiani comunisti il
14 luglio 1944.
Don Giuseppe Violi. Parroco di Santa Lucia di Medesano (Parma), ucciso il 30
novembre 1945 da partigiani comunisti.
Don Antonio Zoli. Parroco di Morra del Villar (Cuneo), ucciso dai partigiani
comunisti perché, durante la predica del Corpus Domini del 1944, aveva
deplorato l'odio tra fratelli come una maledizione di Dio.