La religione del Führer: una, nessuna e centomila.

 

Per quanto riguarda l'aspetto religioso che Hitler nutrisse forti simpatie per l'Islam lo scrive anche Léon Degrelle: "Hitler aveva un debole, indiscutibilmente, per la religione islamica. Lui, che era di origine cattolica e da ragazzo aveva cantato nel coro della parrocchia, provava un grande interesse per l'Islam e per la sua civiltà". Lo stesso Führer scrisse in merito nelle "Idee sul destino del mondo": "Noi non abbiamo alcun lume circa il mistero quando apprendiamo che i preti si raffigurano Dio sotto le sembianze di un uomo. Da questo punto di vista, i discepoli di Maometto sono di gran lunga superiori ai preti, perché non provano il bisogno di raffigurarsi Allah fisicamente!". Secondo invece lo storiografo Rauschning "la vera idea di Hitler era quella di fondare una religione del "Sangue puro", il cui dio sarebbe stato il vecchio dio germanico - scandinavo Odino/Wotan, e la cui ideologia sarebbe stata custodita e applicata da un'aristocrazia guerriera, le famigerate SS". Lo storico Franco Cardini scrive invece che "quello di Hitler era anzitutto un Dio vagamente hegeliano, Weltgeist, "spirito del mondo". Era un Dio che si manifestava nella natura, nella sorte, nel sangue del popolo. Per Hitler le leggi fondamentali della natura erano la lotta per la sopravvivenza, la selezione delle specie più forti, l'organizzazione razziale del genere umano. Questa fede cieca nella natura e nelle sue leggi razzisticamente interpretate anima le convinzioni più ferme di Hitler, ispirate a un darwinismo abbastanza rozzo ma che aveva il pregio di apparire convincente e di collegarsi a quella continua esaltazione della scienza che, nel nazismo, convive con il mitologismo nordico e con gli impulsi atavici". Insomma: quale fu - se fu -  la vera religione di Hitler: Maometto, Wothan, Hegel, lo svastica? Certo è soltanto un fatto sul quale invitiamo le menti più presenti a cogitare: data la difficoltà estrema di addentrare certa materia, come resta possibile che tonnellate di "documentari" mediatici abbiano sempre riposte definitive, sicure, certissime e inoppugnabili in merito?

 

                                                     Lodovico Ellena