|
UNA PREMESSA
Pochi momenti storici hanno profondamente segnato il corso delle vicende umane come il nazismo, cosa ancora più sorprendente se si pensa che questi fu regime per soli dodici anni, dal 1933 al 1945. La personalità di Hitler è ormai stata studiata sotto infiniti punti di vista, arrivando addirittura alla considerazione di aspetti molto intimi legati alla sua stessa vita privata, ciò non toglie però che ogni scoperta che si aggiunge, ogni dettaglio, o ogni sfumatura, rendono sempre più sconcertante tutta la vicenda legata al nazismo stesso, contribuendo ad alimentare l'idea che qualcosa di "metaumano" sia vissuto sullo sfondo di tutto quel periodo. Non è certo nostra intenzione contribuire ad incrementare tale idea, resta però il fatto che la scoperta di tanti - se si vuole - piccoli tasselli di questo mosaico, hanno contribuito non poco a porre quanto meno delle domande poco ordinarie sugli uomini di Hitler e su alcuni episodi che li riguardarono, o su altri aspetti ancora troppo poco noti legati a quello che alcuni hanno definito l'aspetto "esoterico" o "magico" del nazismo. La nostra piccola ricerca in merito cominciò, come spesso accade, quasi per caso; nel corso di alcune letture e di qualche sopralluogo infatti, emersero varie scoperte, piccole se si vuole, che viste comunque nel loro insieme stimolarono un approfondimento del problema: questo volume è appunto il risultato, "sine ira et studio" di queste ricerche preliminari, che più accreditati ricercatori dovrebbero forse considerare più a fondo di quanto non sia stato fatto finora. La materia è complessa e vasta, e pone sovente difficoltà filosofiche, "esoteriche", a volte anche soltanto storiche; resta il fatto che "queste cose sono comunque accadute" e la loro interpretazione non è cosa facile, almeno non con i consueti canoni di giudizio razionale o con criteri di ordinaria valutazione. Tutto ciò fu senz'altro Storia, ma una Storia assai poco "storica", e soprattutto assai poco consueta. Forse il primo libro sul nazismo che decisi di leggere fu proprio il "Mein kampf" di Adolf Hitler, ovvero la "Bibbia" nazista, posseduta - più che realmente letta - da milioni di persone. In quel periodo mi trovavo a svolgere il servizio militare, in un'età quindi particolarmente recettiva, ma ricordo che "La mia battaglia" mi annoiò terribilmente: com'era stato possibile infatti, che tali idee violentemente razziste avessero attecchito su di un intero popolo, e su quello tedesco per giunta, ma soprattutto come fu possibile che nessuno al mondo si fosse reso conto di ciò che quello scritto poteva comportare? Hitler era stato chiarissimo fin dal principio, e le sue intenzioni dichiarate e manifeste in quello stesso libro che ogni famiglia tedesca doveva possedere: questa constatazione fu proprio la prima che feci, e che fin dal principio del mio approccio con il nazismo me ne evidenziò la singolarità. Eppure tutto era stato, e tutto si era svolto in assoluta sintonia con le teorie espresse nel "Mein kampf", fino all'ultimo minuto di vita del Reich. Questa anomalia ci aveva pertanto indotto ad un'analisi più attenta di tutto quel periodo, tanto che cominciai con alcuni studiosi della materia a collezionare maniacalmente tutto ciò che si poteva trovare sull'argomento, mettendo così insieme una discreta quantità di dati, volumi, fogli, informazioni e documenti sul nazismo. Più la materia veniva penetrata, e più le perplessità aumentavano. Ora, non è certo nostra intenzione dare rigoroso ordine cronologico ai mille dettagli emersi, bensì tracciare una semplice linea sulla quale, così come si posero, semplicemente saranno descritti alcuni di questi particolari di ordinario nazismo metafisico. QUALCHE ANOMALIA GENEALOGICA A Mauthausen, in Austria, all'interno di una delle sale arredate a museo documentario nei piani superiori del lager, viene ripetutamente trasmesso un film che ha avuto scarsa o nulla divulgazione pubblica. Si tratta di uno dei tanti comizi hitleriani in cui il Fuhrer è ripreso sul palcoscenico in attesa di parlare; la folla è in delirio, molte donne piangono istericamente, mentre Hitler passeggia lentamente da una parte all'altra del palco senza profferire verbo. La scena dura alcuni minuti, e più l'attesa si fa lunga tanto più l'atmosfera e la tensione si fanno irreali: la telecamera, probabilmente diretta da Leni Riefensthal la regista ufficiale del Reich, indugia lungamente sui volti di alcuni tra il pubblico. Sono facce estatiche, in preda ad una sorta di delirio mistico, facce che si ritrovano perfettamente identiche a migliaia nelle fotografie che ritraggono la gioventù hitleriana nei raduni annuali di Norimberga. Certamente non è questo un fenomeno "sui generis", bensì qualcosa di già visto in molte altre occasioni, ma vi è qualcosa di comunque singolare: basti infatti osservare con attenzione alcuni ingrandimenti di fotografie dell'epoca per rendersene conto. Folle di migliaia di persone, perfettamente inquadrate quando non in divisa marziale, in un estatico delirio collettivo che muta e stravolge addirittura i lineamenti di giovani, giovanissimi, donne e uomini del popolo forse più "razionale" del mondo, patria dei Kant, dei Beethoven e degli Einstein. Qual è stato il fascino carismatico di Hitler, un piccolo borghese come tanti, o qual è stato il cruciale incrocio di circostanze che hanno permesso in pieno XX secolo, l'affermazione di un movimento politico che predicava, alla fine poi come anche la religione ebraica a ben vedere, la superiorità di una razza su tutte le altre? Le molte biografie su Hitler hanno dato dozzine di risposte in merito, analizzando fin nei più remoti dettagli la vita del Fuhrer al fine di poter trovare una risposta, se non definitiva, almeno soddisfacente sotto un punto di vista razionale; nessun ricercatore storico è comunque riuscito in pieno nel suo intento, sollevando invece altri interrogativi mano a mano che ulteriori dettagli venivano alla luce. Forse il più noto tra questi, è proprio quello sulle origini della famiglia di Hitler, origini ancor più inquietanti se si pensa che la supposta parentela ebraica del Fuhrer è ormai ipotesi plausibile. La vicenda è oggi conosciuta nei suoi minimi dettagli, e la distruzione fisica voluta da Hitler stesso del piccolo villaggio austriaco di Dollersheim, letteralmente cancellato mediante un bombardamento "dalla carta geografica qualche tempo dopo l'annessione dell'Austria da parte del Terzo Reich" (1), riconferma quanto meno l'ipotesi di un lecito interrogativo. "Un tentativo - affermano alcuni - di far sparire ogni traccia di certi anomali e disonorevoli fatti accaduti in quel luogo e riguardanti la famiglia di Hitler. Anomalie che per lungo tempo hanno gettato un'ombra sulla storia delle origini del Fuhrer e che avevano indotto, negli anni prebellici, giornalisti e altri ricercatori a recarsi ripetutamente in pellegrinaggio a Dollersheim, provocando ogni volta furiosi attacchi di collera da parte sua. "La gente non deve sapere chi sono io! (.....) Nessuno deve sapere da dove provengo." (2). Vediamo quindi il perché di tante premure. La nonna paterna del futuro Fuhrer, Maria Anna Schicklgruber, aveva dato alla luce cinque anni prima di sposarsi con Johann Georg Hiedler (il cognome della famiglia aveva infatti subìto varie trasformazioni grafiche, fatto in quei tempi piuttosto normale; Hiedler, Huettler e infine Hitler furono soltanto alcuni dei passaggi di questa metamorfosi) il piccolo Alois, futuro padre di Hitler stesso. Per tutti gli anni in cui comunque la nonna di Hitler fu una "ragazza madre", un ebreo di Graz, tale Frankerberger, presso cui Maria Anna Schicklgruber aveva prestato servizio come cuoca, le passò ancora per molto tempo dopo il licenziamento una costante quantità di denaro. "E' certo che questo Frankerberger - così appurò l'avvocato Hans Frank (stretto collaboratore del Fuhrer, n.d.a.), e lo dichiarò nel 1946 al processo di Norimberga - per anni passò gli alimenti alla nonna di Hitler. Perché avrebbe dovuto farlo se non ci fosse stato di mezzo un figlio?" (3). La stessa ipotesi è stata accettata da numerosi ricercatori, alcuni dei quali evidenziarono inoltre che il presunto nonno paterno di Hitler, un mugnaio austriaco errabondo, nel gennaio del 1887 si presentò al parroco con tre testimoni che garantirono essere lui il padre del piccolo Alois, che in questo modo da Alois Schicklgruber diventava così Alois Hiedler, o Hitler. Ma c'è ancora un particolare curioso in tutta questa vicenda, infatti esiste un'altra versione di come si sarebbero invece svolti i fatti, versione che coinvolge nientemeno che il Papa; questa versione viene fornita dal prof. P. Kastner, storico che ha studiato a fondo il caso, consultando tutti gli archivi ed i documenti inerenti. La nonna di Hitler, stando a questa versione, abitava a Strones, piccolo paese austriaco poco distante da Dollersheim, e lavorava come cameriera a Graz presso la famiglia ebrea dei Frankerberger, il cui figlio ebbe una relazione con Anna Schicklgruber. All'età di quarant'anni la donna incinta tornò al suo paese dove fu respinta dai famigliari in quanto considerata ormai "donna perduta", ma il sindaco mosso da pietà, la ospitò in casa sua dove ella diede alla luce il figlio Alois. Nel paese la donna lavorò sempre come cameriera fino a quando, qualche tempo dopo, un giorno giunse in quel luogo Johann Georg Hiedler, che la conobbe e che decise di abitare con lei e forse, di sposarla (Kastner sostiene infatti che non esiste la certezza che il matrimonio sia realmente avvenuto) (4). Dopo cinque anni Hiedler lasciò la moglie, che in seguito morì all'età di quarantasette anni per tubercolosi; il piccolo Alois fu quindi affidato alla famiglia Hitler (o Hiedler), antica famiglia le cui origini risalivano addirittura al XV secolo. Molti anni più tardi il padre del futuro Fuhrer si sposò per la prima volta a Braunau in Austria con una donna molto più anziana di lui, sul confine con la Germania, ma questo matrimonio durò assai poco e non ci furono figli. Poco più tardi Alois sposò quindi la domestica della prima moglie, una giovane ventenne, e con lei ebbe alcuni figli, ma la donna a venticinque anni morì. A questo punto un'altra domestica, Klara Poelzl futura madre di Hitler, entra nella vita di Alois sia pur con una curiosa casualità: anch'essa era una Hitler di origine famigliare da parte materna. A questo punto il capo della antica famiglia Hitler, decise di legittimare Alois: portò con sé tre amici analfabeti dal parroco di Dollersheim al quale chiese di modificare gli archivi della parrocchia: da quel momento Alois Schicklgruber diventò ufficialmente Alois Hitler all'età di quarant'anni. Poco più avanti Alois decise quindi di sposare la domestica Klara Poelzl, e per questa ragione si presentò al parroco di Braunau che però respinse la richiesta in quanto, dopo avere consultato i loro documenti, disse che avevano la stessa origine genetica: entrambi infatti risultavano essere degli Hitler. Naturalmente i due non poterono spiegare dettagliatamente tutta la loro vicenda, al punto che per poter contrarre il matrimonio dovettero chiedere l'intercessione del Papa, che la accordò sei settimane dopo. "Ebbero poi cinque figli; i primi due figli morirono. Il terzo era Adolf Hitler, il quarto Otto Hitler che morì a due anni, e il quinto figlio Paula Hitler, che era la sorella più piccola di Adolf, ma non si piacevano molto e non avevano relazioni molto strette. Adolf Hitler, nasce così per espressa volontà del Papa" (5). La versione del prof. Kastner è però debole in un punto; nello stesso documento infatti il ricercatore afferma che non è assolutamente certo che il matrimonio tra Anna e Georg sia mai avvenuto, se non che poco oltre afferma invece che il parroco che li sposò era morto, quando nella stessa città si presentò il capostipite Hitler per legittimare Alois, accompagnato dai tre amici analfabeti: una sfumatura che però rivela una curiosa contraddizione in questa vicenda assai ingarbugliata. Resta comunque sullo sfondo di tutta la storia, un'anomalia piuttosto marcata che accredita la possibile componente ebraica nel sangue del Fuhrer che, come sappiamo, volle fortissimamente la distruzione del paese, e soprattutto del cimitero, di Dollersheim, luogo che fin dal 1938 diventò un buco nero sulla carta geografica austriaca con la "copertura" di zona adibita all'addestramento militare. "La terra desolata e caduta in rovina che era stata, un tempo, la "patria ancestrale" di Hitler, la fonte originaria della sua singolarità, il luogo che faceva di lui un estraneo, uno straniero dalle incerte origini: un'incertezza che non era soltanto geografica. Nel corso della sua vita, dovunque andasse, Adolf Hitler fu sempre uno straniero misterioso" (6).HIMMLER E LE SS Il mistero sembra comunque essere una costante su tutto il percorso della vicenda legata al Terzo Reich, tanto che autorevoli studiosi hanno per questo usato termini come "magico" o "occulto" o "esoterico" o "segreto", quando non addirittura "metafisico". Certo è il fatto che, comunque lo si guardi, il nazismo è gravido di situazioni che sfidano la razionalità, tanto in alcuni episodi legati alla propria quotidianità, quanto nella sua stessa costruzione organizzativa o intellettuale: su tutti il caso delle SS. Heinrich Himmler organizzò infatti questo corpo paramilitare con una intricata ritualità, che soltanto in questi ultimi anni è lentamente venuta alla luce, rivelando particolari inquietanti: due nomi su tutti, il castello di Wewelsburg e le Externsteine. Si tratta di due luoghi relativamente vicini, nei pressi della foresta di Teutoburgo dove Arminio nel 9 d.C., riunendo varie tribù germaniche sconfisse le legioni romane di Varo: un'enorme statua voluta da Bismarck rievoca infatti questo evento attirando migliaia di visitatori, complice anche la bellezza del luogo immerso in un profondo verde. Anche nel caso di Arminio e Varo è di questi ultimi tempi la scoperta del luogo esatto dove avvenne lo scontro, grazie ad una fortunata ricerca effettuata con il metal-detector di questo luogo rimasto sconosciuto per circa due millenni. E' importante sottolineare che questa data e questo luogo sono una sorta di "punto zero" della storia tedesca, e forse proprio anche questa - tra le altre - ragione portò Himmler ad eleggere questa zona, gravida quindi di significati per le sue SS. Il castello di Wewelsburg è comunque particolare fin dalla sua singolare forma, forma a punta come se si trattasse di una freccia o di una lancia, che molti hanno voluto vedere come l'esatta riproduzione della lancia del pretoriano Longino, quella stessa che il romano utilizzò per ferire al costato Cristo morente sulla croce. Questa lancia, oggi conservata a Vienna nel palazzo Hofburg, fu tra le altre una vera ossessione hitleriana, tanto che il Fuhrer stesso ne entrò personalmente in possesso nel marzo del 1938 durante l'annessione dell'Austria alla Germania; è ormai ben noto che Hitler fosse fatalmente attratto dagli oggetti più sacri della cristianità quali, ad esempio, il Sacro Graal, e la scelta quindi di quel castello a pianta "esoterica" non poteva essere luogo migliore per creare una scuola di addestramento delle selezionatissime SS guidate da Himmler. Oggi il luogo è un museo molto interessante della storia geologica ed archeologica della zona nonché della permanenza della "scuola" himmleriana durata dal 1934 al 1945 ma, al visitatore attento, un particolare non potrà non attirare l'attenzione: si tratta del sotterraneo della torre più grossa, luogo in cui in una tetra stanza rotonda avveniva uno dei rituali più sconcertanti di iniziazione delle aspiranti SS. Su questo posto sono comunque scarse le informazioni che vengono fornite in loco; si sa invece che proprio in quel sotterraneo circolare, altresì detto "Walhalla", su dodici gradini collocati all'estremo del circolo nel cui centro ardeva un fuoco sacro che "sfumava" verso una grata a forma di svastica sul soffitto, venivano a collocarsi gli aspiranti giovani ariani che, tra le altre cose, bevevano gocce del sangue di Hitler (7). Il castello ospitava permanentemente dozzine di questi soldati asceti, che per poter essere ammessi al corpo dovevano avere una serie impressionante di requisiti, ad esempio se ne controllava l'albero genealogico fino al 1750, o occorreva essere senza neppure un dente otturato. "In dieci anni Himmler ha fatto della S.S. la spina dorsale della Germania hitleriana. L'ordine nero regna dappertutto nel paese ed è sostegno sia del partito che dello Stato. Mai, in così pochi anni, un uomo politico è riuscito ad impossessarsi del potere e a trasformare l'aspetto di una nazione. Dietro Hitler c'è Himmler che dà alla Germania nazista quell'aspetto sinistro, inquietante, diabolico" (8). La cosiddetta "cattedrale esoterica" di Wewelsburg aveva inoltre una tavola rotonda con tredici posti per i commensali (di cui qualche suppellettile resta al presente), ovvero per Himmler e per i suoi dodici apostoli; superati tutti i riti previsti, gli adepti potevano quindi indossare la divisa nera con il teschio d'argento: nelle intenzioni naziste, Wewelsburg sarebbe divenuto il centro del mondo dal quale si sarebbe irradiato il potere ed il nuovo ordine mondiale rappresentato appunto dalle SS. Questi aspetti "sotterranei" dell'organizzazione politica del Terzo Reich, restano costantemente sullo sfondo storico e, grazie a studi sempre più perfezionati e documentati, riemergono ormai puntualmente, tanto da far affermare che "nulla può essere aggiunto alle puntualizzazioni storiografiche in merito. ma vi sono ancora questioni aperte proprio dal punto di vista storico. E quella della cultura occidentale occulta del Terzo Reich è una di esse" (9). E proprio in questo panorama vanno ricordati i due "enti" che proprio Heinrich Himmler istituì: l'Ahnenerbe e il cosiddetto Lebensborn. Il primo voleva essere una sorta di istituto atto a trovare consistenze scientifiche e storiche che riconfermassero le teorie razziali proprie del nazionalsocialismo, mentre il secondo ente (la "Fonte della vita"), si sarebbe occupato della creazione su tutto il territorio tedesco di apposite cliniche, atte alla "trasmissione" della razza germanica per la quale molte donne, biologicamente ritenute adatte, contribuivano con il loro corpo per la riproduzione della pura razza ariana. " Dopo la guerra nacquero una serie di leggende su questi ospedali, che vennero dipinti come bordelli dove fanatiche naziste offrivano i loro corpi per il bene della razza" (10). E' a questo punto interessante notare come comunque sotto un altro totalitarismo, ovvero quello comunista, analoghi progetti al confine con la fantascienza trovassero corrispondenze sia pur "mutatis mutandis", ovvero cambiando ciò che va cambiato. Basti infatti pensare che anche il bolscevismo d'origine era fortemente pervaso da suggestioni magiche, tanto da credere fermamente addirittura nell'idea della resurrezione dei morti, fino alla possibile sconfitta della putrefazione della carne: per questo scopo fu appunto creato un istituto che custodì nientemeno che il cervello di Lenin per oltre mezzo secolo. L'idea era che un giorno sarebbe stato ricollocato nel cranio di Lenin (custodito insieme al resto del corpo nel noto mausoleo a Mosca, meta di fluviali pellegrinaggi), per iniziare un nuovo esperimento magico. Non bisogna infatti sottovalutare che anche il comunismo ebbe tanto le proprie teorie quanto le sue pratiche occulte, e che solo in tempi recentissimi queste siano venute alla luce; Satana come "dio del proletariato" o la realizzazione del comunismo su Marte, così come la ridistribuzione del sangue tra tutti gli uomini, progetto delirante che vide la morte del suo massimo teorico, Fedorov Bogdanov, capo del cosiddetto "Istituto del sangue", che morì infetto proprio dal sangue di un malato. Spiritismo ed ufologia, praticati soprattutto dalle massime menti scientifiche sovietiche (ad esempio Vernaskij), stavano alla base di molte strampalate convinzioni, al punto da far affermare allo scrittore Aleksandr Prokanov che "un forte carattere magico contraddistingueva il bolscevismo delle origini, che era in possesso di segreti caldei ed egizi" (11). In assoluta sintonia con la scuola iniziatica himmleriana di Wewelsburg, un altro luogo doveva invece appunto essere adattato alle circostanze di natura metafisica teorizzate dal gerarca tedesco: si tratta delle Externsteine. Il luogo si trova sempre nei pressi della foresta di Teutoburgo, ed è stato per secoli luogo sacro frequentato dalle popolazioni germaniche che lì, ma il fatto accade ancora al presente, si recavano a celebrare il solstizio: Himmler definì le Externsteine come la "Stonehenge tedesca". Si tratta di un complesso megalitico di probabile origine meteoritica extra-terrestre molto singolare, modellato dagli agenti atmosferici che ne hanno restituito figure di pietra alte fino a quaranta metri: qui, la spiritualità tedesca è passata dal paganesimo al cristianesimo, per transitare fino alla ritualità nazista. E' possibile salire, grazie a scale ricavate sulla stessa pietra, fino ad una delle punte più alte, dove un singolare altare con un buco circolare consente il perfetto incastro del disco solare all'alba ed al tramonto del solstizio. Ma forse il punto più "magico" del complesso, è laddove è stata ricavata nella pietra meteoritica una sagoma umana, simbolica bara in cui lo stesso Himmler faceva adagiare le iniziande SS per meditare sulle rune tutta una notte: al termine del rito, l'adepto aveva fatto un altro passo verso la sua definitiva entrata nel corpo selezionato, in quanto l'energia dormiente che era in lui si sarebbe risvegliata. Utile a questo punto sottolineare il grande ruolo che le rune occuparono nell'immaginario nazionalsocialista; basti infatti pensare alla runa Sig, duplice simbolo delle SS e sedicesima runa dell'antico alfabeto runico significante "sole", ma anche "potente e devastante fulmine di energia" (12): il "mito della purezza metafisica" (13), passava infatti anche e soprattutto attraverso questi segni contenenti concetti profondi ed inesplicabili, concepibili soltanto per via intuitiva e quindi non completamente esprimibili a parole. "Le rune sono un potente strumento spirituale. Contrariamente alle lettere dell'alfabeto latino, destinate solamente a essere utili, ognuna di esse ha il proprio nome, il proprio significato, e le corrispondenti connessioni simboliche e magiche" (14); alle Externsteine si praticava appunto quella che è stata definita meditazione runica, o meglio ancora yoga runico, ma ancora oggi al solstizio si celebra il culto di Wotan-Odino. Il più noto bassorilievo scolpito sulle rocce delle Externsteine rappresenta invece san Nicodemo che calpesta e piega il pilastro detto Irminsul, simbolo celtico che costituisce la colonna portante dell'universo; anche Carlo Magno, per il timore che la forte influenza mistica pagana del luogo continuasse in qualche modo la propria influenza, aveva vietato ogni genere di culto. Himmler era invece assolutamente convinto che, data appunto la particolare magia del luogo, questa avrebbe garantito dopo le ricordate meditazioni runiche, una sorta di invincibilità per le sue SS, in quanto esse avrebbero assorbito le forze sotterranee delle cosiddette "Heilige linien", ovvero le linee sacre che in quel punto della terra sarebbero particolarmente potenti.
LO SVASTIKA ED ALTRE STRANEZZE Scrive Julius Evola: "ci si può chiedere fino a che punto la conoscenza di questi significati superiori e, in genere delle tradizioni, (.....) abbia avuto parte nella scelta della croce uncinata da parte del nazionalsocialismo germanico. In questa scelta, secondo noi, ha agito soprattutto un fatto di "subcoscienza", né questo è il solo caso, in cui per un oscuro istinto oggi son tornati alla luce e hanno acquistato nuova vita simboli delle origini, senza che vi si accompagni la conoscenza dei significati più profondi che vi sono racchiusi. (....) Si sa che il nome sanscrito per la croce uncinata è svastika, lo svastika e non la svastika (.....), il simbolo in questione contiene anche il miglior auspicio concepito nel riguardo degli sviluppi futuri del grande movimento mondiale (15). Una particolarità però non del tutto nota, né molto approfondita, sta nel fatto che lo stesso Hitler volle invertire il senso della rotazione, modificando la forma solare sinistrogira in destrogira; questo avvenne il 20 maggio 1920, data di fondazione del gruppo Sternberg: "un aspetto della questione è la possibile esistenza di una vera e propria dottrina occulta del nazionalsocialismo, esternata dallo svastika invertito"(16). " Hitler si circondò di legioni di maghi, astrologi, occultisti, ricercatori psichici, alchimisti. Non a caso, nel 1920, scelse un simbolo magico, la svastica, come marchio del partito nazionalsocialista. Gliel'aveva suggerito Friedrich Krohn, un occultista del gruppo "Germanorder", ma Hitler aveva preteso una modifica: la direzione delle braccia della svastica avrebbe dovuto essere invertita, trasformando questo antico simbolo solare e positivo, in un simbolo notturno e negativo. (....) Una volta preso il potere, Hitler si era subito premurato di far sterminare tutti gli astrologi, i sensitivi, e i parapsicologi tedeschi, esclusi quelli che lavoravano alle sue strettissime dipendenze" (17). E' oggi noto quanto il Fuhrer ed alcuni dei suoi più vicini gerarchi fossero fatalmente attratti anche e soprattutto dagli oggetti sacri della cristianità, oltre che del paganesimo più profondo, organizzando vere e proprie spedizioni di specialisti alla ricerca di elementi o di indizi utili alla scoperta di questi oggetti: su tutti ovviamente il Graal. Queste pagine sono ancora troppo poco note, tanto che uno studio in merito sarebbe auspicabile, nonostante le scarse informazioni disponibili. Uno degli infiniti episodi relativi, è casualmente venuto alla luce proprio durante la stesura di questo scritto, ed ebbe luogo nel 1944 o nel 1945 - chi ne fu testimone non ricorda l'anno esatto - nel profondo vercellese, in Piemonte. Erano appunto gli anni in cui la seconda guerra mondiale volgeva al termine, quando evidentemente ancora convinto di ribaltare le sorti del conflitto Hitler spendeva ugualmente mezzi per ricerche esoteriche. Accadde infatti che una donna raccontò, qualche anno più tardi, un fatto che l'aveva vista involontaria protagonista. Arrivarono infatti da lei alcuni ufficiali tedeschi che la pregarono di accompagnarli immediatamente - era sera avanzata - presso la chiesetta di Santa Maria di Isana, piccolissima frazione non distante da Livorno Ferraris, di cui lei possedeva le chiavi essendone custode. Stando alla testimonianza di chi ha personalmente sentito il racconto, la donna ovviamente impaurita obbedì e dovette stare molte ore sotto il controllo di due militari, mentre gli ufficiali misero a soqquadro tutto l'interno della chiesetta, alla evidente ricerca di qualcosa. Naturalmente la donna fece varie ipotesi, ma nessuna aveva una spiegazione plausibile: partigiani nascosti non ce n'erano, particolari ricchezze da depredare nemmeno, così come del tutto assenti altri motivi che giustificassero una notte di ricerche affannose. Forse a questo punto può rispondere la storia del sito stesso, questa almeno fu la condivisibile intuizione di chi fu testimone del racconto dell'anziana donna. "Scarsa è la documentazione storica che riguarda l'origine della chiesetta, presumibilmente la costruzione risale alla prima metà del XII secolo e senza dubbio venne riedificata su probabili preesistenze, dopo il terremoto padano del 1117, a cura dell'ordine dei Templari che avevano installato, proprio in questo sito, una loro mansio" (18). Va inoltre aggiunto che nello stesso luogo, a pochi metri di distanza, un menhir dalle presunte proprietà taumaturgiche fu collocato in quel luogo millenni fa, rendendo ovviamente il posto particolarmente "pregno", anche per gli stessi Templari. Un fatto piccolo, senz'altro, ma da aggiungersi all'infinito elenco di spedizioni hitleriane alla ricerca del "magico": almeno questa è l'ipotesi più plausibile anche per il fatto di Isana, fino a prova contraria. Sarebbe comunque veramente infinito l'elenco dei fatti inspiegabili riguardanti la figura di Hitler o del Terzo Reich, tanto che per pura cronaca ne citeremo alcuni con relativi interrogativi. Dopo la caduta della città di Berlino, i sovietici rinvennero i cadaveri di molti tibetani in uniforme tedesca: chi erano costoro e che facevano là questi "impossibili" militari? All'ingresso del bunker sotto la cancelleria del Reich, dove il Fuhrer trascorse gli ultimi giorni della sua vita prima di suicidarsi con Eva Hitler, fu trovato il cadavere di un sosia perfetto di Hitler: chi era questo uomo di cui nessuno conosceva l'esistenza e di cui, nemmeno i più stretti ed informati collaboratori di Hitler, ha mai fatto cenno? Chi fornì a Goering poche ore prima dell'impiccagione, e sotto strettissima sorveglianza nel carcere di Norimberga, il veleno per suicidarsi? Come fu possibile che, a guerra ormai persa in piena disfatta totale, seicento ragazzi della Hitlerjugend fossero coinvolti nella segretissima strategia dei "Werwolf", i Lupi mannari, fanatici aspiranti suicidi che compirono azioni realmente sovrumane di cui poco o nulla è dato conoscere? Come fu possibile che Hitler riuscì a prendere il potere proprio quando Hindenburg, massima autorità tedesca del momento, affermò che "un uomo così non lo avrebbe fatto nemmeno ministro delle Poste"? Per quale incredibile caso il colonnello Brandt, per ben due volte salvò a sua insaputa la vita al Fuhrer (che nel corso della sua vita si trovò dozzine di altre volte ad un passo dalla morte, ma che in ogni occasione circostanze al di là del credibile e della logica lo salveranno sempre), spostando in ambo i casi la bomba che alcuni attentatori avevano collocato: la prima volta sull'aereo privato di Hitler, e la seconda al suo quartiere generale di Rastenburg? O per quale ragione il nazista Hagen, che assolutamente nulla sapeva dell'ultimo attentato che Hitler stava per subire, ha una "visione" (si diceva sensitivo, ed era ascoltato dal Fuhrer) dove intuisce ciò che sta per accadere, informando tempestivamente Goebbels che "qualcosa di strano c'è in giro" (19)? O come è stato possibile che per ben quattro altre volte, attentati alla vita di Hitler organizzati in maniera assai dettagliata e non certo dilettantesca, non siano andati a "buon fine" per circostanze realmente incredibili? E ha veramente del sorprendente il fatto che, l'uomo che tutto il mondo teme, nei momenti più concitati della guerra nel 1945 si affida ad un oroscopo che predice la ripresa economica tedesca nel 1948, da lui quindi interpretato come un segnale di prossimo ribaltamento della situazione a suo favore, inducendo Goebbels a emanare un proclama che verrà distribuito a tutte le truppe il cui testo recitava: "Il Fuhrer ha dichiarato ufficialmente e consapevolmente che quest'anno la sorte cambierà. Il Fuhrer è un genio e la vera prerogativa del genio è la coscienza e l'esatta intuizione dei mutamenti che stanno per verificarsi. Il Fuhrer conosce l'ora precisa nella quale la sorte per ora avversa cambierà. E' il destino che ci ha mandato un uomo simile". Era l'aprile del 1945, mancava una manciata di ore alla fine del conflitto ed alla resa incondizionata della stessa Germania.
IL FASCINO DELL'IRRAZIONALE E DELL'ONIRICO Ogni singolo aspetto del nazionalsocialismo ha quindi un suo lato "oscuro", una parte ancora tutta da spiegare razionalmente quando non proprio ancora da indagare a fondo. Tutti quelli che conobbero da vicino il Fuhrer, lo descrivono infatti come un uomo assolutamente fuori dal normale, non ordinario, così come la stessa ostetrica che ne notò immediatamente gli "strani occhi azzurri" non appena questi nacque; ma anche gli uomini a lui più vicini, da Goebbels ad Himmler, da Speer ad Hess, o da Rosenberg a Goering non furono da meno. Una incredibile concatenazione di eventi ha portato una ristretta cerchia di uomini a gestire un potere straordinario, uomini che nel loro bagaglio culturale avevano variegati riferimenti che andavano da Helena Blavatskij a Rudolf Steiner, da Richard Wagner a René Guénon, per giungere addirittura ad un Aleister Crowley (cacciato dall'Italia da Mussolini nel 1923 per pratiche di magia nera: Crowley infatti, tra i suoi abusi di alcool ed eroina ed eccentricità di ogni genere, aveva addirittura preso a defecare su tappeti in quanto riteneva sacri i suoi escrementi). Tra le tante "attrazioni fatali" del Fuhrer, artista non accettato dall'Accademia viennese in quanto ritento non idoneo, non poteva comunque mancare anche un fobico interesse per pittura e scultura. Nel caso della pittura, arte praticata in gioventù soprattutto per "sopravvivenza alimentare" dal futuro Fuhrer e di cui restano ancora alcune opere, Hitler aveva una vera e propria ossessione verso un particolare quadro, ovvero "L'isola dei morti" dello svizzero Arnold Bocklin. Singolare il fatto che lo stesso quadro affascinò profondamente anche Lenin, tanto che questi ne collocò una versione (Bocklin ne fece ben quattro) addirittura nella sua stanza da letto. Il quadro venne dipinto nel 1880 ed è un'inquietante rappresentazione di un'isola illuminata da una luce irreale, verso la quale, su di un mare assolutamente immobile, una barca condotta da una sorta di fantasma bianco si dirige. Sembra che Bocklin si fosse ispirato per quest'opera al cimitero acattolico di Firenze, ma non ci sono prove in merito, certamente è invece facile scorgere una notevole "assonanza" con l'isola di Heligoland, altro luogo misterioso legato al nazionalsocialismo. Hitler comunque volle il quadro nel proprio studio, e quando si recò a Firenze il 9 maggio del 1938, nei pressi del cimitero a piazzale Michelangelo "si fermò in silenzio a guardare i cipressi e poi disse ad alta voce: Finalmente, finalmente capisco Bocklin"(20). Il quadro è certamente suggestivo ed affascinante, quasi una sorta di inno al mistero della natura che, con rune, solstizi e vegetarianesimo, era una sorta di religione non scritta, ma assiduamente praticata da Hitler ma anche e soprattutto da Himmler. L'isola dei morti, si diceva, ricorda invece con il suo misterioso fascino onirico l'isola di Heligoland, luogo in verità piuttosto tenebroso situato nel Mare del Nord, dirimpetto alla città di Amburgo ed alla foce dell'Elba. Essa fu teatro di alcune azioni militari, sia nella prima guerra mondiale che nella seconda, quando in quest'ultima occasione fu nuovamente fortificata al fine di utilizzarla come base per i sommergibili: ciò che però la rende misteriosa è un fatto in particolare. Quest'isola infatti, venne considerata dai nazisti una sorta di luogo magico, circondato da così impenetrabili segreti che ancora non si conoscono, tanto che, per qualche altrettanta oscura ragione, nel 1949 a quattro anni dal termine della guerra gli inglesi la bombardarono cercando in tutti i modi di cancellarla fisicamente dalla faccia della terra. Mai nessuno ha saputo dare spiegazioni a questi fatti, tanto che l'isoletta formata da alte coste in rapido regresso per l'incessante erosione delle onde, resta muta custode di uno degli ultimi segreti legati al Terzo Reich; solo però nel 1952 essa tornò territorio tedesco. Le società segrete che furono alle origini del nazionalsocialismo quali la Thule, la Loggia del Vril o la stessa organizzazione Ahnenerbe, si dispersero quindi nel più fitto dei misteri legati appunto a tutta questa vicenda, lasciando comunque ancora aperti molti interrogativi, che vanno dai più intimi segreti legati alla stessa persona di Hitler, fino alle mille domande legate ai suoi collaboratori e allo stesso profondo inconscio del popolo che lo volle come capo assoluto. Quel che però resta assolutamente fuori da ogni dubbio è la singolarità, l'eccezionalità se non la vera e propria unicità di questi venti anni della storia occidentale, comunque essi vengano considerati.
Lodovico Ellena
NOTE:
|