Quando la legge sembra essere poco legittima.

 

E' poco noto ma anche Stalin aveva maturato singolari concezioni biologiche. Fu infatti elevato a dogma di Stato quanto aveva affermato il biologo ed agronomo sovietico Trofim Denisovic Lysenko, che in antitesi ai risultati della "scienza borghese" riteneva invece fatto inoppugnabile che gli organismi viventi avessero trasmesso ai discendenti i caratteri acquisiti. Stalin ufficializzò tale tesi gratuita e del tutto antiscientifica e iniziò una vera e propria persecuzione contro chi avesse sostenuto il contrario. Sia Johann Gregor Mendel che Thomas Hunt Morgan avevano invece ampiamente dimostrato che ad essere trasmessi erano soltanto i caratteri del patrimonio genetico, e non che un nuovo nato dopo varie generazioni di barcaioli rematori nascesse con le mani callose. "Ma" come scrivono Augusto Camera e Renato Fabietti nel loro Elementi di Storia, "nel suo delirio di onnipotenza, Stalin pretendeva di dettar legge anche sulla natura". Ma anche gli svedesi nel 1935 non furono da meno. Misero infatti in atto in Svezia un progetto - che durò addirittura fino al 1976 - per realizzare il quale sterilizzarono decine di migliaia di donne al fine di "liberarsi di tipi razziali inferiori e incoraggiare lo sviluppo della razza ariana". Alcuni studiosi ritengono che tale progetto di "bonifica razziale" - questo il suo nome - fosse percorso nello stesso periodo anche da Danimarca e Norvegia, ma per questi due paesi non esistono documenti che lo confermerebbero. Disse invece Churchill: "La storia sarà clemente con me, perché l'ho scritta io". Il "miglior Britanno" di tutti i tempi ed europeo più importante del XX° secolo, fu in realtà una persona cinica ed incurante dei diritti umani tanto da sconcertare visti i nuovi dati emersi intorno alla sua figura grazie a una serie di ricerche - tuttora in corso - che ne restituiscono invece un ritratto ben diverso dall'immagine nota ai più. Mandò allo sbaraglio migliaia di agenti segreti oltre le linee durante la guerra, abbandonò l'Australia ai giapponesi, propose la sterilizzazione o l'internamento di "degenerati e deboli di mente", faceva uso di cocaina, disprezzava gli italiani, riteneva che trattare gli indiani come bianchi fosse "disgustoso", fece fallire nel 1943 un piano per salvare 70 mila ebrei e faceva uso di anfetamine. Ma i ricercatori scrivono ancora che tutto ciò si aggiunge al già noto sullo statista, ossia agli attacchi con i gas da lui progettati così come la sua idea di usare la bomba atomica, o che consegnò migliaia e migliaia di cosacchi all'URSS ben sapendo - come in effetti fu - che sarebbero stati uccisi. Oltre alla nota tendenza all'alcolismo denunciata in un servizio della BBC del 1992, in cui si svelò addirittura che Churchill assumesse "in un giorno tanto alcol quanto era consigliato per una settimana dalle autorità sanitarie inglesi". Se si pensa che Stalin e Churchill furono giudici a Norimberga e Tokio, qualche perplessità sulla legittimità della legge non può non nascere: ma questa è filosofia da scrivere già che la storia invece è già stata scritta.

 

                                                           Lodovico Ellena